Psicoterapia familiare a Pescara

Superare insieme le difficoltà

In casa si litiga sempre di più? Un figlio adolescente si è chiuso in camera e non riuscite più a raggiungerlo? Una separazione, un lutto, una malattia o un trasferimento hanno cambiato gli equilibri e nessuno sembra ritrovare il proprio posto?

Quando una famiglia attraversa un momento difficile, spesso la sofferenza si concentra su una persona: il figlio che va male a scuola, il genitore sempre arrabbiato, il fratello che non parla più. Ma quella difficoltà, quasi sempre, racconta qualcosa che riguarda tutti.

La psicoterapia familiare offre uno spazio in cui ciascuno può essere ascoltato e in cui la famiglia, insieme, può capire che cosa sta succedendo e trovare nuove modalità per stare insieme.

Sono la Dott.ssa Katia Casella, psicologa e psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, un modello che nasce proprio dal lavoro con le famiglie. Ricevo nel mio studio a Pescara e anche online, quando è adatto alla situazione.

Quando può essere utile la terapia familiare?

La terapia familiare può essere utile quando:

  • i conflitti sono frequenti e il clima in casa è diventato pesante;
  • un figlio, bambino o adolescente, mostra un disagio: chiusura, rabbia, ansia, difficoltà a scuola, ritiro sociale;
  • la famiglia sta attraversando una separazione o la nascita di una famiglia ricomposta;
  • c’è stato un lutto, una malattia o un evento che ha cambiato la vita di tutti;
  • è arrivato un passaggio di fase: la nascita di un figlio, l’adolescenza, l’uscita di casa dei figli, il pensionamento;
  • i rapporti con i nonni o con le famiglie d’origine creano tensioni;
  • tra fratelli o tra genitori e figli adulti ci sono rotture o silenzi che durano da tempo;
  • ci si sente intrappolati in ruoli rigidi: chi deve sempre mediare, chi deve sempre dire di sì, chi è sempre «il problema».

Non serve che tutta la famiglia sia convinta per iniziare. Spesso basta che qualcuno faccia il primo passo.

Che cos’è la psicoterapia familiare?

La psicoterapia familiare è un percorso a cui partecipano più membri della stessa famiglia: i genitori e i figli, a volte i nonni, i fratelli o altre persone importanti. Chi partecipa agli incontri si decide insieme, in base alla situazione.

Al centro non c’è una persona «da aggiustare», ma le relazioni: il modo in cui la famiglia comunica, affronta i conflitti, si divide i ruoli, gestisce la vicinanza e la distanza.

Durante gli incontri ciascuno ha la possibilità di dire la propria e di ascoltare il punto di vista degli altri, spesso per la prima volta in un clima protetto. È proprio da questo ascolto reciproco che nascono nuove possibilità.

Il mio approccio: la famiglia come sistema

L’approccio sistemico-relazionale nasce proprio dal lavoro con le famiglie. Guarda alla famiglia come a un sistema, in cui ogni persona è collegata alle altre: quando una sta male, tutte ne risentono, e quando una cambia, cambia qualcosa per tutti.

Per questo il sintomo di un figlio, per esempio, non viene considerato solo un suo problema, ma anche un segnale che la famiglia sta faticando ad affrontare un cambiamento. Non si tratta di cercare colpevoli: si tratta di capire a che cosa serve quel disagio e che cosa sta cercando di comunicare.

Ogni famiglia ha le sue regole non scritte, i suoi miti, le sue lealtà tra generazioni. Sono risorse preziose, ma a volte diventano rigide proprio quando servirebbe flessibilità.

Nel percorso possiamo comprendere insieme:

  • quali dinamiche alimentano i conflitti e quali li calmano;
  • quali ruoli ciascuno ha assunto e se sono ancora utili;
  • come la famiglia sta affrontando la fase di vita che attraversa;
  • quali confini esistono tra genitori, figli e famiglie d’origine;
  • quali risorse la famiglia possiede già per uscire dalla difficoltà.

Quando una persona in famiglia sta male, spesso sta parlando a nome di tutti.

Che cosa può cambiare in un percorso familiare?

Ogni famiglia è diversa, e nessun cambiamento può essere garantito in anticipo. Molte famiglie, però, durante il percorso iniziano a sperimentare un clima diverso.

Comunicare con meno tensione

Imparare ad ascoltarsi senza interrompersi e a dirsi le cose senza ferirsi rende la casa un luogo più sereno per tutti.

Ridefinire ruoli e confini

Chiarire chi decide che cosa, quale spazio spetta ai figli e quale ai nonni aiuta ciascuno a ritrovare il proprio posto.

Attraversare i cambiamenti

Separazioni, nascite, lutti, figli che crescono: affrontarli insieme permette di adattarsi senza perdere il senso di appartenenza.

Alleggerire chi porta il peso

Quando la difficoltà viene compresa come qualcosa che riguarda tutti, la persona che stava male smette di essere «il problema» e può ritrovare serenità.

Riscoprire le risorse della famiglia

Anche nei momenti più difficili ogni famiglia ha legami, affetti e capacità su cui contare. Il percorso aiuta a vederli di nuovo.

Come si svolge il percorso

Il primo colloquio

Di solito il primo contatto avviene con uno dei genitori o con chi chiede aiuto per primo. Insieme valutiamo chi coinvolgere nel primo incontro, che spesso include le persone che vivono sotto lo stesso tetto.

Nel primo colloquio ciascuno può raccontare la propria visione della situazione. Vi spiegherò come lavoro e valuteremo insieme se un percorso familiare è indicato.

Gli incontri successivi

Durata e frequenza si concordano insieme, in base agli obiettivi.

Se ci sono figli minorenni

Per la partecipazione di figli minorenni è necessario il consenso di entrambi i genitori, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, come previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani. Ne parliamo già al primo contatto.

Se la difficoltà riguarda soprattutto la relazione tra i genitori come partner, può essere indicata la psicoterapia di coppia.

FAQ

Domande frequenti

Dipende dalla situazione. Spesso partecipano le persone che vivono insieme, genitori e figli, ma possono essere coinvolti anche nonni, fratelli o altre figure importanti. Chi partecipa si decide insieme e può cambiare nel corso del percorso.

È una situazione frequente. Si può iniziare con i genitori, lavorando su come stare accanto al figlio in questa fase. Spesso, quando l’adolescente capisce che non è lui o lei «il problema», diventa più disponibile a partecipare.

No. L’approccio sistemico-relazionale non cerca colpevoli. Guarda alle relazioni e ai circoli che si creano tra le persone, per capire come uscirne insieme.

Sì. Una separazione cambia gli equilibri di tutta la famiglia. Il percorso può aiutare genitori e figli ad affrontare il cambiamento, a mantenere una buona collaborazione tra genitori e a costruire nuovi equilibri, anche nelle famiglie ricomposte.

Sì. Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani prevede il consenso di entrambi i genitori, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, per le prestazioni rivolte a un minore. Ne parliamo già al primo contatto.

Sì, anche quando i membri della famiglia vivono in città diverse. Ricevo nel mio studio a Pescara e online, da tutta Italia. Nel primo contatto valutiamo insieme la modalità più adatta.

Chi sono: Dott.ssa Katia Casella

Sono Katia Casella, psicologa e psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo con il numero 2127.

Accolgo famiglie con figli piccoli, con figli adolescenti o adulti, famiglie separate e ricomposte, famiglie che stanno attraversando un lutto o un cambiamento importante.

Credo che ogni famiglia abbia dentro di sé le risorse per ritrovare un equilibrio, e che a volte serva solo uno spazio protetto in cui riuscire a vederle.

Iniziamo da quello che state vivendo

Non serve che tutti siano già convinti. Se senti che nella tua famiglia qualcosa si è bloccato, puoi contattarmi per avere informazioni sul percorso di psicoterapia familiare, in presenza a Pescara oppure online, e valutare insieme da dove cominciare.

Contatti

Dott.ssa Katia Casella
Psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale
Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo n. 2127